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Visualizzazione dei post da novembre, 2015

Il sistema 2 dell’Italia

Articolo pubblicato su L’Unità del 28 novembre 2015 Un nuovo incontro, un fatto inedito, un lieve trauma, un necessario cambio di agenda nella nostra giornata. Oppure la notizia di un incidente aereo, echi di conflitti lontani, un atto di terrorismo, la parola “guerra” che risuona, l’ignoto che ci invade. Qualunque evento imprevisto, piccolo o grande, provoca un terremoto, piccolo o grande, nel nostro “mondo interno”, dove ognuno di noi organizza mentalmente le proprie idee sul “mondo esterno”, disponendole in forma di mappe cognitive, schemi mentali fatti di associazioni che si attivano in determinate condizioni. Questi schemi ci permettono di compiere “senza pensare” la stragrande maggioranza delle nostre azioni quotidiane: non facciamo alcuno sforzo mentale per camminare mettendo un piede davanti all’altro o per guidare quando procediamo spediti su un’autostrada poco trafficata. In questi e altri mille casi, per dirla con Daniel Kahneman, è il nostro sistema 1 ad agire: quello delle...

Gioco e tulipani

  Articolo pubblicato su L’Unità del 14 novembre 2015 Ascoltate questa storiella. Si svolge grosso modo 400 anni fa in Olanda, ne è protagonista il tulipano. Sì, proprio il bellissimo fiore, simbolo nazionale della Turchia e importato in Europa nel XVI secolo. Intorno alla prima metà del secolo successivo, il mercato del tulipano ebbe un grande sviluppo. L’Olanda già ne produceva e ne esportava molti, ma ad un certo punto il fiore divenne un vero e proprio status symbol. I cittadini cominciarono ad acquistarne in grande quantità, e la conseguenza fu una lievitazione del suo prezzo sui mercati; il passo successivo fu che molti presero ad acquistarne i bulbi, per poi rivenderli dopo qualche settimana ad un prezzo gonfiatissimo. Il valore del prodotto crebbe al punto che cominciò un commercio continuato di “diritti” sui bulbi, prima che fossero dissotterrati. Venivano smerciati, in sostanza, dei floreali future, come sono chiamati oggi i prodotti finanziari basati sulla predizione d...

Berlinguer e la memoria

L’articolo è stato pubblicato su L’Unità del 7 novembre 2015 In un episodio della serie Tv Black Mirror, tutti hanno un chip impiantato dietro l’orecchio. Dalla nascita. Grazie all’aggeggio possono rivivere in qualunque momento il loro passato, recente e lontano, ispezionando minuziosamente avvenimenti e ricordi. Incontri di lavoro, rapporti sentimentali e di amicizia, episodi di vita familiare vengono scarnificati e ricostruiti senza alcun filtro (e senza pietà). Per Liam, protagonista dell’episodio, le conseguenze di questo incessante (e crudele) bagno di realtà sono drammatiche; la sua vita è sconvolta, al punto che decide, in conclusione, di estirparsi il chip con delle pinze. La nostra memoria (per fortuna?) non funziona così. Non è un videoregistratore. Non conserva per sempre una copia fedele di quello che percepiamo con i sensi, ma elabora, trasforma e distorce gli eventi, attraverso percorsi mentali che cominciano in contemporanea con l’evento e non terminano più. Anche — tan...