Articolo pubblicato su L’Unità del 19 dicembre 2015 Questo giornale — sì, proprio questo giornale — pubblicò il cosiddetto “listino di borsa”, per la prima volta, il 1° ottobre del 1985: tre colonne, senza commento, nelle pagine dell’economia. Pochissimo spazio rispetto agli altri giornali, molto se si considera che in quegli anni il Pci discuteva se bisognasse oppure no “fuoriuscire dal capitalismo”. La novità provocò sconcerto tra i militanti: ricordo accese discussioni nelle sezioni sull’opportunità della scelta. La sinistra del XX secolo era legata ad un’idea quantitativa, produttivistica e materiale dell’accumulazione della ricchezza. Il denaro era il fattore corruttivo che si inseriva nella dialettica tra lavoro e capitale, generando il famigerato plusvalore. Doveva essere reinvestito solo nella produzione di nuove merci: l’idea che, “in quanto tale”, potesse generare ricchezza, era considerata blasfema, malgrado già tutti frequentassimo la nostra filiale bancaria per contr...