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Visualizzazione dei post da maggio, 2017

Manchester, quando i nostri tweet aiutano l’ISIS

Non è una frase fatta, ma il terrorismo che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi anni non sarebbe così com’è se non fosse per internet. Il modus operandi, gli obiettivi e persino gli orari scelti per gli attacchi sono funzionali al modo con cui la notizia della strage verrà diffusa: prevalentemente — e in primo luogo — online. Disclaimer: questo non è un post sui mali della rete e sull’esigenza di un controllo totale del web. Ad esempio, ritengo alquanto discutibile l’ipotesi per cui basti essere un po’ nerd e googlare video di propaganda in cameretta per “auto-reclutarsi” nell’ISIS e decidere di farsi saltare in aria (ipotesi sulla quale SkyTG24 sta portando avanti una massiva campagna pro censura preventiva da settimane, inserendo lo stesso servizio in ogni edizione del giornale h24). Al contrario, però, è innegabile che le tecniche utilizzate dall’ISIS sembrano essere studiate per un mondo dove internet è il principale mezzo di comunicazione. Pensiamo alle modalità con cui gli...