Su Repubblica di ieri veniva presentato il conto preoccupante delle aziende straniere che hanno deciso di spostarsi dall’Italia per stabilire la produzione altrove. Sono circa 270, secondo il quotidiano, i gruppi multinazionali che hanno delocalizzato negli ultimi dieci anni gli stabilimenti, perlopiù nell’est dell’Europa, agevolati sia dal basso costo del lavoro che da alcune tipologie di incentivi fiscali. Il tema è drammatico, e delocalizzazione nel linguaggio della realtà significa soprattutto perdita di posti di lavoro. E i temi difficili sono anche quelli più soggetti a distorsioni e manipolazioni nel momento in cui devono essere raccontati. Ad esempio, quando qualche settimana fa Italo fu acquisita dagli americani, si gridò per giorni allo scandalo per l’ennesimo caso di svendita del patrimonio industriale italiano ( abbiamo poi visto che in realtà non è proprio così ). Nel caso di Embraco oggi il problema è invece la preoccupante e crescente deindustrializzazione del paese:...