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Dalle buste INPS ai diritti civili, a volte serve una spinta (o nudge)

Dario Di Vico dedica l’editoriale di giovedì 1 febbraio al nuovo servizio offerto da INPS, che permette ai cittadini di simulare e scoprire a quanto ammonta la pensione che riceveranno non appena smetteranno di lavorare. Il giornalista del Corriere ripercorre quelle che furono le (seppur brevi) polemiche che accompagnarono la partenza del servizio: si diceva che qualcuno, non contento del risultato della propria simulazione, avrebbe potuto dar vita a proteste, o addirittura sommosse.
Non è stato così, il 70% degli intervistati si è dichiarato in realtà soddisfatto del servizio, mentre circa il 45% ha risposto che l’importo della pensione era «più o meno uguale» a quanto immaginava, e solo una quota tra il 13 e il 24%, a seconda del titolo di studio, l’ha giudicata «molto al di sotto».
Quindi — e i risultati della busta arancione dell’INPS lo dimostrano — la maggior parte di noi arriva alla pensione senza mai controllare il proprio stato previdenziale (o senza mai farlo in tempo utile a modificare la propria allocazione finanziaria temporale) il nostro stato previdenziale. Boeri lo sa, ed ha giustamente deciso con l’invio delle buste per rendere il tema previdenziale per noi significativo e (soprattutto) saliente. Non è servita una nuova legge, ma una piccola (apparentemente insignificante) spinta gentile — non a casa la scelta del colore arancione, aiuta a far “emergere” la lettera fra tutte le altre bollette e varie comunicazioni istituzionali, solitamente inviate nella classica busta bianca. L’operazione si potrà dire comunque completata se almeno una parte consistente di coloro che ha trovato il suo stato previdenziale troppo basso parteciperà a forme previdenziali o di risparmio alternative.
Rimaniamo nella PA, ma cambiamo completamente campo di applicazione. L’entrata in vigore del Testamento Biologico è stata accompagnata da tantissimi articoli e guide alla sua corretta compilazione. Ciò vuol dire che che i passi avanti fatti per i diritti civili non sono gli stessi fatti nella comunicazione istituzionale e parlamentare, e che questa mancanza — di conseguenza — danneggia la possibilità di applicare gli stessi diritti civili per cui, comunque la si pensi, si è tanto combattuto.
Tecniche di nudging possono proprio aiutare in questo senso. Incentivi offerti ai cittadini, al momento dell’introduzione di una norma nuova e importante, contribuiscono anche alla sua corretta comunicazione. Possiamo ad esempio immaginare che al momento della diagnosi di una malattia terminale il medico che l’ha eseguita metta subito a disposizione del paziente le procedure amministrative (e magari un aiuto nella compilazione) per siglare un testamento biologico. O addirittura sarebbe un’idea se questo processo si attivasse per tutti al prossimo rinnovo di patente o del passaporto, magari facendo risparmiare qualcosa sulle varie tasse amministrative.
L’ispirazione per l’operazione delle buste arancioni dell’INPS si trova nei principi dell’economia comportamentale, studiati dall’ultimo premio nobel Richard Thaler. Il vecchio homo economicus, sempre perfettamente attento a massimizzare l’utilità delle sue scelte economiche, controllerebbe una volta all’anno lo stato della propria pensione, per valutare ulteriori forme di risparmio e/o di consumo. In realtà — e ancor di più, quando si parla di orizzonti temporali così ampi come nel caso delle pensioni — siamo guidati nelle nostre azioni quotidiane dalla disponibilità delle informazioni e dallo status quo bias: il più delle volte tendiamo a lasciarci guidare dall’inerzia, almeno finché la disponibilità delle informazioni dall’esterno non cambi improvvisamente e/o in maniera inaspettata.