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Visualizzazione dei post da 2016

La politica degli altri? “Non al momento disponibile”

Articolo pubblicato su L’Unità del 4 aprile 2016 Esiste un vizio che affligge in primis la sinistra, un vizio che si manifesta soprattutto quando le soddisfazioni casalinghe mancano da un po’. Ed è quella tendenza a girare lo sguardo altrove, all’estero, per cercare un conforto, un rimedio, o almeno un po’ d’ispirazione. Non serve andare troppo lontano nel tempo per trovare un esempio: basti pensare a quando nel 2012, in Francia, François Hollande mise fine a 17 anni di digiuno socialista dalla carica presidenziale, battendo Nicolas Sarkozy. Divenne subito il riferimento ideologico di una gauche nostrana, che purtroppo non ebbe la stessa fortuna l’anno dopo. Fu poi il turno del greco Alexis Tsipras, domatore di una sinistra ancora più fratta e settaria della nostra, che riuscì a scaldare i cuori dei revanchisti di casa fino al trionfo elettorale. E lo stesso è successo, poche settimane fa, con Podemos e l’osannato Pablo Iglesias, che ora potrebbe compartecipare a un governo di coaliz...

Terrorismo, l’Europa non è mai stata così sicura

Dopo gli attentati di ieri a Bruxelles molti blog hanno pubblicato questo grafico del dicembre scorso sui numeri delle vittime del terrorismo:  Secondo il portale specializzato Statisa , negli ultimi 20 anni, in Europa, il numero dei morti a seguito di attentati terroristici è calato drasticamente rispetto ai 20 anni precedenti. Se si esclude l’attacco alla metropolitana di Madrid del 2004 e quello di Londra del 2005, dove hanno perso la vita rispettivamente 191 e 52 persone, è nel 1989 che si è verificato in Europa l’ultimo attentato con più di 50 vittime. Gli altri attentati più “famosi” furono nel ’98, quando l’IRA rivendicò la strage di Omagh in Regno Unito (il bilancio fu di 28 vittime), e nel 2011, quando l’estremista di destra Anders Behring Breivik fu responsabile delle stragi di Oslo e dell’isola norvegese di Utøya (dove morirono in totale 77 persone). Anche il numero dei morti per terrorismo ogni anno è diminuito dagli anni ’70 ad oggi. Dal 1995 al 2005 è soltanto negli a...

Gli Italiani che vogliono Schengen non sanno di cosa parlano

A rticolo pubblicato su L’Unità del 10 marzo 2016 L’altro giorno, su Repubblica, c’era un’anticipazione di un sondaggio effettuato da Demos e dall’Osservatorio di Pavia sulla percezione dell’emergenza migranti in alcuni paesi Schengen: Spagna, Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna. Su 5000 intervistati in tutta Europa, pochissimi si ritengono soddisfatti del sistema Schengen e della sua efficacia nel gestire l’enorme afflusso di profughi dalla Siria e dalle altre zone di guerra. Nello specifico, 6 cittadini italiani su 10 ritengono necessario ripristinare i controlli alle frontiere anche in situazioni non di emergenza straordinaria. Parliamo del 56.4%, Di più che in Francia o in Germania, dove le percentuali sono rispettivamente del 40 e del 19%. Fra gli Italiani, ben il 72% degli intervistati che si dichiarano simpatizzanti di Forza Italia non credono che le attuali misure di sicurezza transfrontaliere siano efficaci, così come il 54% dei simpatizzanti del M5S, il 40.2% dei simpa...

Borsa che crolla: ma i miliardi bruciano davvero?

  Articolo pubblicato su L’Unità dell’11 febbraio 2016 Press enter or click to view image in full size Molti giornali stanno in questi giorni aprendo con la cosiddetta ‘tempesta’ finanziaria, che si sta in particolare abbattendo sui titoli italiani. Nelle scorse ore Piazza Affari si è guadagnata il titolo di peggior borsa d’Europa, perdendo il 25% solo nei primi 40 giorni del 2016. Molti giornali stanno in questi giorni aprendo con la cosiddetta ‘tempesta’ finanziaria, che si sta in particolare abbattendo sui titoli italiani. Nelle scorse ore Piazza Affari si è guadagnata il titolo di peggior borsa d’Europa, perdendo il 25% solo nei primi 40 giorni del 2016.  Siamo ai minimi dal 2013: sicuramente una situazione a cui prestare molta attenzione. E la ricomparsa in prima pagina di termini come “spread”, “differenziale”, “crollo”, “BTP”, “bond” contribuisce a rievocare brutti ricordi, neanche troppo lontani. ‘Le parole sono importanti’, diceva qualcuno, e nell’epoca della comunica...

Cinesi e primarie: fotografarne uno, denunciarne cento

Articolo pubblicato su L’Unità del 9 febbraio 2016 Abbiamo passato il weekend ad indignarci per la quantità di cinesi in fila alle primarie di Milano. Li abbiamo fotografati, ripresi e mostrati nei TG e sui siti Internet. Abbiamo visto proliferare i fotomontaggi e i meme sui social, le ironie e le imitazioni, il Che dell’ultima t-shirt di Sala trasfigurato in Mao Tse Tung. E, se tenevamo alla Balzani o Majorino, un po’ ce la siamo presi anche con loro quando abbiamo visto Sala esultare al Teatro Elfo Puccini. Domenica sera poi, i numeri ufficiali: la partecipazione dei cittadini stranieri è stata intorno al 3%. Su 60.900 votanti, più o meno 2000. La logica ci suggerisce che, fra questi, i cinesi saranno stati magari la maggioranza, ma di sicuro non la totalità. Insomma pochi, pochissimi. Sicuramente non abbastanza da riuscire a spostare il risultato in maniera significativa, visto e considerato anche il dispiegamento di forze in campo e la poco saggia idea di proporre come alternative ...

Affittopoli si celebra ogni febbraio

Articolo pubblicato su L’Unità del 6 febbraio 2016 Si chiama hanami la tradizionale festa giapponese che si ripete ogni anno in occasione della fioritura dei ciliegi. In quel periodo si può godere della vista e del profumo degli alberelli ricchi di delicati fiori bianchi, detti sakura: uno spettacolo meraviglioso. La celebrazione dell’ hanami non ha una data precisa, ma arriva intorno ai primi giorni di aprile, come a voler definitivamente inaugurare la primavera. Ebbene, anche i giornali italiani hanno da almeno un paio d’anni una loro hanami , una festa di indignazione comandata per ogni inizio di febbraio. Affittopoli . Nel febbraio 2014 impazza la notizia che la Corte dei Conti ha aperto un’indagine sulle case degli Istituti pubblici di assistenza e beneficenza di epoca fascista, chiedendo ai super indebitati proprietari di oltre mille appartamenti i libri contabili e gli elenchi degli immobili. Un anno dopo, nel febbraio 2015, si scopre invece non solo che il Comune di Roma è p...

Il riccio di Schengen

Articolo pubblicato su L’Unità del 28 gennaio 2016 L’ Erinaceus europaeus è la specie più comune di riccio che calca i sottoboschi e i manti erbosi del nostro continente, compresi quelli di Schengen. E’ un mammifero grazioso, caratterizzato dal classico manto zeppo di aculei, lo strumento principale che l’evoluzione gli ha donato per difendersi da pericoli e aggressioni esterne. Quando il riccio avverte la presenza di qualcosa (o qualcuno) attorno a lui che potrebbe dargli dei problemi, si chiude immediatamente su se stesso, facendo dei suoi aculei una barriera impenetrabile. Una tattica che però non si rivela sempre efficace. Quando, ad esempio, si trova ad attraversare una strada trafficata, la paura è così forte che il riccio, invece di cercare una soluzione che lo salvi, si ferma e si appallottola tutto. E fa una brutta fine. Spesso ci comportiamo così anche noi umani. Pur non avendo aculei che possano difenderci, di fronte ad un evento travolgente e incontrollabile preferiamo “chi...

Banche, nessun remake della “Tempesta perfetta” del 2011

  Articolo pubblicato su L’Unità del 23 gennaio 2016 La tempesta perfetta è il titolo di un film del 2000, protagonista un impavido George Clooney, che affronta, a bordo del suo peschereccio, mille peripezie in condizioni metereologiche orribili. Un’intera nottata a combattere contro onde gigantesche, vento e freddo, l’illusione della salvezza quando si intravede il sole all’orizzonte, infine l’onda micidiale che affonda la barca e i suoi occupanti. Effetti speciali, qualche nomination agli Oscar, finale tragico. Un film la cui parte più emozionante non è la conclusione ma quella centrale. Non la tempesta ma la sua attesa: in un climax crescente, la descrizione delle maree, dei nuvoloni neri in avvicinamento, delle paure dell’equipaggio, monopolizza l’attenzione anche più del bel capitano. La vera e ossessionante protagonista dell’intera narrazione: la tempesta perfetta, appunto. Così in questi giorni il circuito mediatico attende l’inevitabile tempesta. Le banche e l’Europa, l’...