Articolo pubblicato su L’Unità del 10 marzo 2016
L’altro giorno, su Repubblica, c’era un’anticipazione di un sondaggio effettuato da Demos e dall’Osservatorio di Pavia sulla percezione dell’emergenza migranti in alcuni paesi Schengen: Spagna, Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna.
Su 5000 intervistati in tutta Europa, pochissimi si ritengono soddisfatti del sistema Schengen e della sua efficacia nel gestire l’enorme afflusso di profughi dalla Siria e dalle altre zone di guerra.
Nello specifico, 6 cittadini italiani su 10 ritengono necessario ripristinare i controlli alle frontiere anche in situazioni non di emergenza straordinaria. Parliamo del 56.4%, Di più che in Francia o in Germania, dove le percentuali sono rispettivamente del 40 e del 19%.
Nello specifico, 6 cittadini italiani su 10 ritengono necessario ripristinare i controlli alle frontiere anche in situazioni non di emergenza straordinaria. Parliamo del 56.4%, Di più che in Francia o in Germania, dove le percentuali sono rispettivamente del 40 e del 19%.
Fra gli Italiani, ben il 72% degli intervistati che si dichiarano simpatizzanti di Forza Italia non credono che le attuali misure di sicurezza transfrontaliere siano efficaci, così come il 54% dei simpatizzanti del M5S, il 40.2% dei simpatizzanti del PD e ben il 76.3% dei simpatizzanti della Lega Nord.
Per capirci, in Francia fra i simpatizzanti del Front National, il partito di estrema destra di Marine Le Pen, soltanto il 46% vorrebbe ripristinare i controlli alle frontiere in maniera definitiva. Più o meno quanto i simpatizzanti del Partito Democratico italiano e addirittura quasi la metà dei simpatizzanti della Lega Nord.
Per capirci, in Francia fra i simpatizzanti del Front National, il partito di estrema destra di Marine Le Pen, soltanto il 46% vorrebbe ripristinare i controlli alle frontiere in maniera definitiva. Più o meno quanto i simpatizzanti del Partito Democratico italiano e addirittura quasi la metà dei simpatizzanti della Lega Nord.
Numeri che fanno riflettere sul modo in cui l’emergenza immigrazione viene percepita ed elaborata qui da noi. Se da un lato è infatti innegabile che l’Italia sia fra quei paesi — insieme a Grecia e Spagna — che di più stanno subendo le conseguenze dirette degli sbarchi, dall’altro la chiusura delle frontiere interne di certo non risolverebbe il problema. Anzi.
Ripristinare i controlli al confine con Francia, Germania o Austria significherebbe ripristinarli anche nel verso opposto, andando quindi a creare situazioni estreme come quelle di Calais o al confine con la Macedonia. Migliaia di disperati in attesa del momento giusto per entrare illegalmente nei paesi più a nord. Rischiando la vita.
Gli arrivi incontrollati via mare di certo non cesserebbero, e a parte forse i passaggi dalla Slovenia non esistono attualmente rotte di migranti che vedono l’Italia come destinazione finale. Chiuderci dentro non servirebbe, di fatto, a nulla.
Come in molti altri casi la poca o cattiva informazione genera scompiglio. L’opinione pubblica è confusa e anche piuttosto scoraggiata: dovrebbe essere questa l’unica informazione preziosa da ricavare dal sondaggio. E su cui lavorare, possibilmente.