L’alta partecipazione al referendum in Catalogna e la prevedibile vittoria del “Sì” (oltre il 90% dei voti, al netto delle irregolarità che ne hanno caratterizzato lo svolgimento) ha decretato ancora una volta, almeno nelle questioni che riguardano la cosa pubblica, la vittoria dell’istinto e della passione sul calcolo e sul compromesso. Abbiamo imparato che quando siamo poco informati su un problema da risolvere, preferiamo adottare soluzioni semplici e immediate piuttosto che lunghe e complesse. Colmare le lacune informative richiede infatti tempo ed energie cognitive, che non sempre siamo disposti a spendere, soprattutto quando le conseguenze delle nostre decisioni non sono immediatamente percepibili. Gli ultimi a trovarsi con un problema da risolvere in poco tempo e con poche informazioni disponibili sono stati i catalani, chiamati a votare sul futuro della loro regione, del loro paese e forse dell’Unione Europea. Una bella grana. Ma perché ci permettiamo di dire che più ...