E alla fine si scoprì che le statue di Mosul erano finte. Sì, il video dei militanti dell’ISIS che devastano il museo è un grandissimo falso. O meglio, il video è vero, ed è stato prodotto proprio con lo scopo di indignare e spaventare; mentre i reperti sfasciati sarebbero soltanto delle riproduzioni messe lì dai jihadisti.
Secondo alcuni esperti le statue presenti nel video sarebbero in realtà di gesso, motivo per cui si disintegrano così facilmente cadendo al suolo. Inoltre, all’interno di alcune di esse, si intravedono delle sbarre di ferro, assenti nei modelli originali.
Eleanor Robson, direttore del dipartimento studi sull’Iraq del British Museum, ha dichiarato infatti che quasi tutte le statue erano già state trasferite da tempo a Baghdad; sarebbe rimasta a Mosul soltanto la lastra in pietra del Toro Alato.
Eppure, nonostante le dichiarazioni degli esperti siano state fatte già qualche giorno fa, quasi nessun giornale ne ha ancora parlato. Strano, visto che il video delle devastazioni aveva monopolizzato le bacheche di Facebook, occupato le prime pagine dei quotidiani ed era stato addirittura argomento di discussione di diversi talk show televisivi.
Evidentemente, dopo tutto quel fracasso, avvertire i propri lettori che ancora piangono per 4 statue di gesso scassate significherebbe ammettere platealmente di aver fatto un pessimo lavoro: “scusateci, abbiamo preso una grandissima cantonata. La prossima volta, prima di spammare un video tarocco e fare il gioco dell’ISIS, aspetteremo il via libera degli esperti”.
Meglio quindi starsene zitti e non avvisare proprio nessuno. Che importa se facendo così si da all’ISIS proprio quello che voleva, e cioè che tutti credano che sono davvero così mostruosi da non risparmiare neppure le statue (di gesso).